
Abbiamo cominciato fin da subito con un’idea concreta: fare podcast per fare informazione e cercare, per quanto possibile, di migliorare la coscienza culturale, storica e civile. Abbiamo capito che per farlo bisognava raccontare il territorio. Bisognava diffondere e far rinascere l’amore per la propria terra, quell’amore che porta ciascuno a prendersene cura.
È così che abbiamo iniziato a raccontare la storia dei luoghi abbandonati di Varese.
Tutto è cominciato dal Grand Hotel

Fin da subito pensammo che il Grand Hotel Campo dei Fiori sarebbe stato protagonista di una puntata. Iniziai a studiarne la storia: la conoscevo, ma non così bene. L’idea di una puntata ne diventò due, poi tre. Alla fine dissi a Giacomo: facciamo il podcast del Grand Hotel.
Mentre studiavo la storia di questo simbolo della nostra terra, scoprii uno slogan che mi folgorò: Varese, stazione climatica di primo ordine. Capii che era la risposta ai nostri intenti.
Cosa voleva dire “stazione climatica di primo ordine”
Lo slogan compariva sui manifesti pubblicitari dei primi del Novecento, con il lago e i grandi alberghi della città. Era l’epoca della climatoterapia. Prima degli antibiotici si pensava che l’aria pulita, il clima stabile e l’assenza di nebbie potessero curare il corpo, soprattutto dalle malattie respiratorie. L’aristocrazia e l’alta borghesia europea si spostavano verso le località che potevano offrire tutto questo, al mare, sui laghi e in montagna.
“Primo ordine” non era un titolo ufficiale ma un marchio di qualità. Voleva dire che il buon clima da solo non bastava: servivano grandi alberghi, parchi, collegamenti ferroviari e servizi all’altezza di un pubblico internazionale. Varese li aveva. Il Grand Hotel Campo dei Fiori, il Palace, le ville liberty e le funicolari verso il Sacro Monte e il Campo dei Fiori la mettevano sullo stesso piano di mete come Merano o Sanremo.
Poi quella stagione finì. Lo Stato iniziò a classificare le località turistiche con criteri amministrativi: la legge del 1926 istituì le Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo. Dagli anni Quaranta gli antibiotici cambiarono la cura delle malattie respiratorie, e viaggiare verso il buon clima smise di essere una terapia. Nel dopoguerra arrivò il turismo di massa. I grandi alberghi chiusero uno dopo l’altro e lo slogan rimase solo sulle cartoline.
Il nostro obiettivo
Da lì un solo obiettivo: raccontare Varese e la stazione climatica che è ancora oggi. Lo facciamo con l’obiettivo, la pretesa e anche un po’ la supponenza di far tornare questa terra una stazione climatica di primo ordine.
Oggi la parola climatica ha anche un significato nuovo. Il clima è una delle grandi questioni del nostro tempo, e raccontare un territorio vuol dire anche chiedersi come proteggerlo.
Cosa facciamo
Raccontiamo il territorio varesino con podcast, video, incontri e iniziative culturali. Ci occupiamo dei luoghi dimenticati, della stagione delle ville e del Liberty, della montagna e delle pagine di storia che hanno segnato queste terre.
Per noi la memoria va usata, non solo conservata. Conoscere ciò che ci circonda serve a rispettarlo, a proteggerlo e a immaginare uno sviluppo più sostenibile, coerente con la storia e l’identità dei luoghi.
Le nostre produzioni
Il Grand Hotel Campo dei Fiori di Varese — Storia del simbolo di una città (2025). Undici puntate sulla storia, l’architettura Liberty e il futuro dell’hotel simbolo della città. Oltre 75.000 ascolti unici e i vertici delle classifiche Spotify nazionali.
La Battaglia del San Martino — Un simbolo di libertà (2026). Un podcast documentario immersivo sulla prima battaglia partigiana del Varesotto, nel novembre 1943. Ha superato i 7.000 ascolti nei primi due mesi.
Prospettive Varese (in produzione). Il nuovo video podcast: mille anni di storia dell’arte attraverso la provincia di Varese, da Castelseprio a Lucio Fontana.
La nostra visione
Vogliamo essere più di un progetto di divulgazione: un laboratorio culturale e civile che generi attenzione, appartenenza e responsabilità. Il percorso è aperto a cittadini, istituzioni, scuole, realtà culturali e imprese che vedono nel territorio un bene comune.
Cerchiamo una nuova narrazione di Varese e del suo paesaggio. Non nostalgica, ma consapevole. Non celebrativa, ma critica e generativa.
Le magliette Varese Stazione Climatica
VARESE, stazione climatica di primo ordine: lo slogan dei manifesti d’epoca, oggi su tre magliette. Disponibili nelle taglie S · M · L · XL.

K · Verde, scritta ocra

L · Bianca, scritta rossa

M · Blu, scritta azzurra
Come averla: fino al 31 ottobre dona almeno 35 € per Prospettive Varese sulla pagina della Fondazione Comunitaria del Varesotto, poi clicca il pulsante sotto la maglietta che preferisci: si apre un’email già pronta in cui indicare taglia e modalità di ritiro, con la ricevuta della donazione.
Varese Stazione Climatica è un progetto ideato da Matteo Ramelli e Giacomo Mastrorosa con l’associazione culturale Yvon APS.
Vuoi collaborare, proporci una storia o sostenere un progetto? Scrivici.